Che le imprese fanno fatica ad ottenere credito dalle banche non è una novità. Ma non è ormai più una novità neanche la necessità delle imprese di guardare a canali alternativi per finanziarsi.
Soprattutto gli ultimi 2 anni hanno rappresentato un profondo cambiamento per il settore finanziario.
E i numeri ci confermano questo scenario:
Il termine Fintech è il connubio di due termini "Finance" (Fin) e "Technology" (Tech).
Con questo termine si identifica, quindi, l'innovazione finanziaria agevolata e resa possibile dall'innovazione tecnologica, e questo si traduce nella nascita di nuovi operatori di mercato e nella possibilità di utilizzare nuovi modelli di business, processi o prodotti.
Possiamo sintetizzarli così:
A mio parere, con l’avvento delle realtà Fintech, si apre un nuovo modus operandi dei vari player del settore e ognuno di loro avrà la possibilità di integrare e sfruttare al meglio questa opportunità.
Da un lato le banche non si lasceranno di certo sfuggire questa occasione.
Anzi, alcune delle big stanno già investendo in questo settore cifre rilevanti che in alcuni caso superano anche i 100 milioni di euro.
Tante di loro utilizzano già, non solo le app, ma anche software un po' più sofisticati che utilizzano l’intelligenza artificiale e i big data.
Ed è proprio in questo nuovo contesto che le società Fintech si integrano all’interno delle banche con l’obiettivo di fargli assumere la veste di un nuovo attore per i clienti provando a limitare il rischio di perdere la relazione con loro.
Secondo un report di Temenos, gruppo svizzero quotato che lavora con 3.000 istituti e 1,2 miliardi di clienti quasi la metà (47%) dei dirigenti bancari prevede che le proprie attività evolvano nei prossimi anni in ecosistemi attraverso i quali le banche offriranno prodotti e servizi di terze parti, insieme ai propri, a clienti e ad altre organizzazioni finanziarie.
Dall’altro lato, le PMI hanno la possibilità di intraprendere nuove strade rispetto ai tradizionali canali bancari e finanziari.
In questo momento particolare, gli imprenditori si trovano a gestire:
Tutto ciò favorisce lo sviluppo dei rapporti con realtà Fintech. Proprio facendo ricorso alla tecnologia le aziende potranno velocizzare l’ottenimento della liquidità necessaria per far proseguire senza interruzioni il loro business e avere qualche possibilità di abbassare i costi.
In questo nuovo scenario, le aziende e le banche potranno contare su un nuovo alleato, il mediatore creditizio.
Questa figura, grazie ai tanti accordi con vari partner (bancari, fintech,..), avrà sempre di più il ruolo di CONSULENTE.
Soprattutto il mediatore con esperienza sarà in grado di offrire un servizio completo alla PMI che spazia dalla analisi finanziaria aziendale, alla valutazione creditizia, alla individuazione della soluzione finanziaria più adeguata alle necessità e alle caratteristiche del business del cliente che ha di fronte.
Inoltre, il mediatore creditizio instaura con il cliente una relazione che si protrae anche nel tempo. Questo può rappresentare un vantaggio anche per altri player.
In conclusione, possiamo affermare che la rivoluzione Fintech è appena iniziata e influenzerà le nostre abitudini, non solo in ambito aziendale, ma anche in ambito personale.
Di certo le realtà Fintech non sostituiranno le banche, ma possiamo affermare che queste due player dovranno sempre di più trovare punti di contatto per lavorare in sinergia e creare soluzioni sempre più innovative da offrire ai clienti.
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Alfonso Paura
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