L'uso del contante è fondamentale. Lo suggerisce anche la BCE

Il contante rimane fondamentale!


Quanto emerso tra le righe dell’ultimo bollettino della #BCE deve stimolare qualche riflessione.


Io mi sono soffermato su 3 aspetti:

  1) Cosa ha realmente detto la BCE

  2) Quali sono le ragioni per cui il contante non dovrebbe essere eliminato

  3) L’uso responsabile del contante

Cosa c’è scritto nei comunicati BCE 

Negli ultimi giorni si è letto di tutto di più, ed in alcuni casi molti hanno rappresentato una realtà diversa rispetto a quanto effettivamente

dichiarato da BCE.

Nel Report “Keep calm and carry cash" (puoi leggerlo qui), allegato al bollettino, la BCE analizza la domanda di contante in concomitanza

di 4 importanti episodi di crisi: la pandemia di COVID-19, l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, il blackout verificatosi in Spagna

nell'aprile 2025 e la crisi del debito sovrano in Grecia.


Questi diversi episodi di crisi hanno di fatto dimostrato che che l'utilità del contante si intensifica notevolmente quando la stabilità è

minacciata.

Infatti, come si legge nel bollettino della Bce, alcune tra le autorità europee raccomandano alle famiglie di dotarsi di una riserva di

contanti che consenta di effettuare gli acquisti essenziali per diversi giorni in caso di situazioni di criticità.


Questo è quanti riportato nel Bollettino (puoi leggerlo qui): “Attualmente, in vari paesi le banche centrali, i ministeri delle finanze e le agenzie

di protezione civile raccomandano alle famiglie di dotarsi di una riserva di contanti che consenta di effettuare gli acquisti essenziali per

diversi giorni. Ad esempio, le autorità di Paesi Bassi, Austria e Finlandia suggeriscono di detenere importi compresi approssimativamente

fra 70 e 100 euro per ogni membro della famiglia o sufficienti a coprire i bisogni essenziali per circa 72 ore

Ma il contante dovrebbe essere eliminato?

Da anni si parla della "fine" del contante, ma la realtà è molto diversa.

Pensate alle fasi di incertezza (crisi economica 2008, periodo Covid, ecc). E' proprio in quei momenti che la richiesta di contante aumenta.

Al di là delle fasi di incertezza, a mio parere, l'utilizzo del contante non dovrebbe essere eliminato.


Diverse sono le ragioni:

 1. Resilienza del sistema

  Ultimamente abbiamo assistito a blackout e malfunzionamenti di sistemi informatici che hanno paralizzato le transazioni digitali. Ci siamo   

  trovati a non poter utilizzare anche per più di 24 ore bancomat, carte di credito. In queste situazioni il contante è fondamentale. Ci consente

  di non dipendere da nessuno.

 2. Inclusione finanziaria

  E’ palese, non tutti i cittadini hanno dimestichezza con la tecnologia. Il contante garantisce a tutti di gestire le operazioni quotidiane, anche 

  quelle che sembrano più banali.

 3. Gestione emergenze

  Avere a disposizione una somma di denaro contante (sicuramente più di 72 ore), ci consente di gestire senza ansia le emergenze. 

 4. Auto-educazione

  Utilizzare il contante ci consente di avere maggiore contezza di ciò che spendiamo. Se alla mattina ho 100€ nel portafoglio e a fine giornata   

  solo 5€ visualizzo immediatamente ciò che ho speso. Se pago con bancomat o carta questa cosa è meno immediata.


E’ importante non perdere mai di vista l’utilizzo consapevole del contante

Avere una disponibilità di contante non implica necessariamente un impiego irresponsabile.


Sarebbe opportuno non perdere di vista alcune buone prassi.

Vediamone qualcuna.


 1. Stima della riserva necessaria

  Non esiste una regola generale.

  Dipende da:

   ✔️ composizione nucleo familiare

   ✔️ condizione lavorativa (stabile o no)

   ✔️ abitudini di spesa

   ✔️ utilizzo costante di un budget familiare e quindi un controllo frequente delle uscite

   ✔️ capacità (e possibilità) di operare tagli su alcune voci di spesa senza stress


 Per ciò che riguarda l’ammontare, io suggerisco di tenere sul conto corrente una cifra non superiore ai 5.000 € e crearsi il fondo di

 emergenza, cioè quella somma che in caso di imprevisti mi consente di far fronte ad almeno 3 mesi di consumi (affitto/mutuo,

 bollette, alimentari, necessità figli,.). Questa somma non tenetela sul conto corrente ma in strumenti diversi e comunque prontamente

 liquidabili.


 2. Ripartizione sicura

  È preferibile non custodire tutto il contante in un solo luogo. Se possibile, dividerlo in più aree sicure, mantenendo tuttavia la possibilità di 

  accesso in caso di necessità.


 3. Monitoraggio della riserva

  Controlla periodicamente la riserva di contante detenuta e se necessario ricostituisci il castelletto


 4. Impiego appropriato

  Il contante va utilizzato per piccoli pagamenti, acquisti giornalieri, o quando gli strumenti digitali non sono disponibili e/o convenienti. Per   

  transazioni di grande entità dobbiamo tener presente che esiste una normativa antiriciclaggio che va rispettata. 


 5. Sicurezza

 Il tema sicurezza è un elemento da non trascurare quando parliamo di contante. Alcuni suggerimenti, all’apparenza banali:

     ✔️ evitare di custodire ingenti somme in casa

     ✔️ non esibire denaro contante in pubblico

     ✔️ in caso di trasporto, suddividere le somme in più contenitori

     ✔️ mantenere anche una quota su strumenti digitali, da utilizzare nelle circostanze che lo richiedano


La vera sfida, dunque, non è scegliere tra contante o digitale, ma integrare entrambi in una strategia finanziaria consapevole e diversificata. Dobbiamo accettare il contante non come un nemico, ma come una risorsa di emergenza e un termometro del nostro controllo sulla spesa. 

Solo migliorando la nostra cultura finanziaria e prestando attenzione alle fonti, saremo in grado di gestire in modo appropriato sia le monete

che i chip, garantendo la nostra sicurezza economica in ogni scenario.

La prossima volta che preleverete, ricordate: quei 70 euro non sono solo spiccioli, sono la vostra prima linea di difesa contro l'imprevisto.

E questa consapevolezza è il primo passo verso una vera e propria educazione finanziaria.


Buona educazione finanziaria



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#educazionefinanziaria #consapevolezzafinanziaria #finanzapersonale #risparmio #bce #usocontante

Autore: Alfonso Paura 9 dicembre 2025
Recentemente ho letto l'interessante articolo del Prof Enrico Maria Cervellati pubblicato su Wall Street Italia “Chi sa fa, chi non sa insegna”, ( https://emc3solution.it/news/chi-sa-fa-chi-non-sa-insegna/ ) in cui si affronta un dubbio fondamentale sull'educazione finanziaria : perché, nonostante se ne parli tanto, i comportamenti finanziari delle persone non cambiano? La risposta, all’apparenza semplice, merita qualche riflessione. Oggi il termine “educazione finanziaria” è abusato. Molti sono convinti di erogare #educazionefinanziaria ma in realtà propongono esclusivamente alfabetizzazione. Ci mancherebbe, non è un male, ma da sola non basta.
Autore: Alfonso Paura 6 dicembre 2025
Se domani perdessi il lavoro, per quanti mesi potresti sopravvivere senza stress?
Autore: Alfonso Paura 3 dicembre 2025
Il falso mito del risparmio per il "non si sa mai" Risparmiare è fondamentale, ma… con una strategia Alla domanda “ perché risparmi? ”, molti rispondono “ …non si sa mai! ” Ma cosa diavolo vuol dire “non si sa mai”. Me lo sono sempre chiesto ma non ho mai trovato una risposta convincente. 🤔 Se hai una spiegazione condividimela. Per carità ognuno di noi ha la propria motivazione, ci mancherebbe. Non sono qui a giudicare nessuno. Tuttavia, l'idea di "mettere da parte i soldi per il non si sa mai" personalmente faccio fatica a digerirla. Molto spesso si confonde il “non si sa mai” con il “non so bene cosa voglio e perché”. Tradotto: risparmiare senza un obiettivo chiaro, senza una strategia e, soprattutto lasciando i soldi fermi sul conto corrente  può limitare la crescita del tuo patrimonio e, in alcuni casi, farti perdere denaro.
Autore: Alfonso Paura 29 novembre 2025
Alcune volte parlare di soldi in famiglia è proprio un tabù. Non lo dico io, ma lo confessano i tanti clienti che incontro. E non solo… Nell’ultima esperienza del percorso di educazione finanziaria in un liceo di Bologna, ho rivolto ai tantissimi studenti questa domanda: “ ma in famiglia parlate di soldi, risparmio, pianificazione,…?" La risposta della maggior parte di loro è stata “NO”. Allora mi è venuto spontaneo pormi 2 domande: 1) “tenere lontani” i ragazzi dai discorsi di economia familiare è davvero utile per il loro futuro? 2) facendo così, non è che si corre il rischio di privarli di quella consapevolezza necessaria per crescere come adulti un po' meno “ignoranti finanziari”? La capacità di gestire le proprie finanze non è una dote innata. Si impara nel lungo percorso della nostra vita. Questo fa la grande differenza Parlare di soldi in famiglia è spesso visto come un argomento spinoso, da evitare o rimandare. Che si tratti di definire un budget, affrontare spese impreviste o pianificare obiettivi a lungo termine, molte famiglie preferiscono non affrontare il tema per paura di creare tensioni, per imbarazzo o semplicemente per una mancanza di abitudine.