L’utile della tua azienda NON è GARANZIA di solvibilità ….!!!

Chiudere il bilancio in utile..

Ma veramente è l'unico obiettivo per un'azienda?

Ma veramente è l'unico dato che interessa ad una banca?

Sei ancora convinto che chiudere il bilancio in utile sia garanzia di solvibilità?

Purtroppo, non basta più!!!


Non basta più dire “tranquillo Direttore, le rate le pagherò tranquillamente. Da 3 anni la mia azienda è in utile!!!”

Questo è quello che mi ha detto stamattina un imprenditore al telefono che si era recato nella sua Banca per chiedere un finanziamento ed il Direttore gli aveva detto che l’Azienda non aveva le carte in regola per essere affidata.

Questa cosa mi ha lasciato un po’ basito perché ancora una volta ascolto qualcuno che ragiona su elementi che non corrispondono a quelli che la banca analizza

Certamente avere un bilancio in utile da 3 anni è sicuramente un dato positivo. Non voglio dire il contrario.

Ma dimostrare alla banca che la tua azienda è in grado di pagare i debiti è “tutta ‘nata storia” come diceva il grande Pino Daniele.


Che peso hanno le garanzie sulle decisioni delle banche

Una Banca quando valuta se finanziare o meno un’impresa, vuole sapere una ed una sola cosa.
Se hai pensato alle garanzie, ti dico subito che la tua risposta è SBAGLIATA!!!
La prima grandezza che influenza la decisione sono gli UCFs (Unlevered Cash Flows prospettici).

Non ti spaventare. Non è un termine astrattoSono semplicemente i flussi di cassa che la tua azienda produce prima dei finanziamenti bancari.
Significa che le banche, quando decidono di darti i soldi, valutano se la tua azienda sta in piedi prima dei loro soldi.

Qualcuno dirà che questa è una cosa scontata…
Posso garantirti che è il primo errore che commettono il 95% delle aziende
Dobbiamo renderci conto che la Banca presta denaro e vuole indietro denaro, non l’utile e le garanzie…
Se ci sono i flussi di cassa futuri, allora l’azienda è bancabile a prescindere dall’utile e dalle garanzie tue, dei tuoi nonni, ……
La negoziazione che metti in atto quando hai a che fare con la banca è Impresa-Impresa

La banca è un’impresa, non è obbligata a darti i soldi e se decide di darteli vuole sapere NON quanto utile produce la tua azienda, ma vuole sapere 3 cose fondamentali:
- cosa ne fai dei suoi soldi
- se glieli restituisci
- in quanto tempo glieli dai

Esistono, e già da tempo, regole chiare e precise per ottenere le risorse di cui l’impresa ha bisogno.

E tu, caro imprenditore, conosci queste regole? sei in grado di rappresentare alla Banca una situazione previsionale di cassa? sei in grado di rappresentare la tua azienda utilizzando le 4 leve fondamentali che muovono il profilo della redditività?
Ricordati, inoltre, che se devi chiedere un finanziamento o devi rinnovare i fidi devi presentarti in Banca molto preparato sulla tua azienda. Non è giustificabile non sapere i tempi medi di incasso clienti, il dettaglio delle banche, gli utilizzi degli affidamenti, …
Se pensi che ci siano ancora Banche che si accontentano di leggere un bilancio in utile allora devo dirti che vivi in un mondo immaginario...

Se invece vuoi capire quali sono le nuove regole del gioco nei rapporti Banca - Impresa allora posso darti una mano.
Contattami




Autore: Alfonso Paura 9 dicembre 2025
Recentemente ho letto l'interessante articolo del Prof Enrico Maria Cervellati pubblicato su Wall Street Italia “Chi sa fa, chi non sa insegna”, ( https://emc3solution.it/news/chi-sa-fa-chi-non-sa-insegna/ ) in cui si affronta un dubbio fondamentale sull'educazione finanziaria : perché, nonostante se ne parli tanto, i comportamenti finanziari delle persone non cambiano? La risposta, all’apparenza semplice, merita qualche riflessione. Oggi il termine “educazione finanziaria” è abusato. Molti sono convinti di erogare #educazionefinanziaria ma in realtà propongono esclusivamente alfabetizzazione. Ci mancherebbe, non è un male, ma da sola non basta.
Autore: Alfonso Paura 6 dicembre 2025
Se domani perdessi il lavoro, per quanti mesi potresti sopravvivere senza stress?
Autore: Alfonso Paura 3 dicembre 2025
Il falso mito del risparmio per il "non si sa mai" Risparmiare è fondamentale, ma… con una strategia Alla domanda “ perché risparmi? ”, molti rispondono “ …non si sa mai! ” Ma cosa diavolo vuol dire “non si sa mai”. Me lo sono sempre chiesto ma non ho mai trovato una risposta convincente. 🤔 Se hai una spiegazione condividimela. Per carità ognuno di noi ha la propria motivazione, ci mancherebbe. Non sono qui a giudicare nessuno. Tuttavia, l'idea di "mettere da parte i soldi per il non si sa mai" personalmente faccio fatica a digerirla. Molto spesso si confonde il “non si sa mai” con il “non so bene cosa voglio e perché”. Tradotto: risparmiare senza un obiettivo chiaro, senza una strategia e, soprattutto lasciando i soldi fermi sul conto corrente  può limitare la crescita del tuo patrimonio e, in alcuni casi, farti perdere denaro.
Autore: Alfonso Paura 29 novembre 2025
Alcune volte parlare di soldi in famiglia è proprio un tabù. Non lo dico io, ma lo confessano i tanti clienti che incontro. E non solo… Nell’ultima esperienza del percorso di educazione finanziaria in un liceo di Bologna, ho rivolto ai tantissimi studenti questa domanda: “ ma in famiglia parlate di soldi, risparmio, pianificazione,…?" La risposta della maggior parte di loro è stata “NO”. Allora mi è venuto spontaneo pormi 2 domande: 1) “tenere lontani” i ragazzi dai discorsi di economia familiare è davvero utile per il loro futuro? 2) facendo così, non è che si corre il rischio di privarli di quella consapevolezza necessaria per crescere come adulti un po' meno “ignoranti finanziari”? La capacità di gestire le proprie finanze non è una dote innata. Si impara nel lungo percorso della nostra vita. Questo fa la grande differenza Parlare di soldi in famiglia è spesso visto come un argomento spinoso, da evitare o rimandare. Che si tratti di definire un budget, affrontare spese impreviste o pianificare obiettivi a lungo termine, molte famiglie preferiscono non affrontare il tema per paura di creare tensioni, per imbarazzo o semplicemente per una mancanza di abitudine.