BUSINESS PLAN... davvero è un documento utile?

Eh già…

In tanti non ne comprendono l’importanza.

In tanti quasi lo odiano quando sono costretti a farlo perché la banca lo richiede, altrimenti non gli rinnova i fidi e non gli concede il finanziamento..


Il risultato è che molto spesso questo importante documento è un vero e proprio “libro dei soldi di carta”.

Numeri buttati lì senza logica per dimostrare che l’azienda è in utile e che nei prossimi anni genererà un fatturato interessante, e quindi non ci saranno problemi. 

Ma, invece, il problema c’è. Eccome se c’è.. 


Il business plan è come il navigatore...


Guidare un’azienda è un po’ come guidare un’auto.

Mani sempre sul volante, attenzione alla guida, serbatoio pieno, auto sempre in ordine...


Per un’azienda è uguale. 

Abbiamo un cruscotto ed un navigatore.

Il CRUSCOTTO è il nostro pannello di controllo sul quale teniamo d’occhio tutte le aree aziendali ed il NAVIGATORE è la nostra guida che possiamo identificare con il business plan.

 

Si, perché con la nostra azienda pianifichiamo un viaggio per raggiungere alcune destinazioni (obiettivi). Questo viaggio non può essere affidato al caso, ma è opportuno che quel navigatore sia uno strumento completo delle varie mappe e, soprattutto, che sia molto aggiornato. Questo ci metterà nelle condizioni di:

  • impostare correttamente la meta finale
  • definire una tempistica per il suo raggiungimento
  • quantificare le risorse necessarie
  • tracciare un percorso
  • prevedere percorsi alternativi
  • equipaggiarci delle “contromisure” necessarie ad affrontare gli imprevisti e gli ostacoli che potremo incontrare lungo il percorso


Finalità di un business plan

Purtroppo qualcuno è convinto che l’unica finalità di un Business plan sia quella di apparire BELLI nei confronti di una banca..


Io credo proprio di no...


Il BUSINESS PLAN ha 3 fini precisi:

  1. fare autoanalisi
  2. essere uno strumento di comunicazione aziendale 
  3. rappresentare in modo esaustivo la strategia e le politiche aziendali future

 

Se redatto in modo serio può trasformarsi in uno strumento di pianificazione, strategia e controllo (budget annuale, mensile,…)

Impostato correttamente e monitorato nel tempo consentirà all’azienda di prevenire e/o risolvere eventuali criticità e squilibri finanziari. Inoltre, rappresenta un importantissimo alleato per migliorare la comunicazione con vari stakeholder, come ad esempio le banche.


Business plan e Banche

Oggi, ma già da tempo, le banche nella valutazione di un’azienda non si limitano più alla misurazione del rating basato su dati storici. Sono obbligate, anche a seguito delle nuove normative, a fare valutazioni più approfondite che prevedono il monitoraggio aziendale non solo in fase di concessione del credito ma anche nelle fasi successive. Per forza di cose ogni azienda dovrà, quindi, attivare le contromisure per far in modo che il rapporto banca-impresa non sia più un dialogo tra sordi.

Tra l’altro una delle importanti novità prevista dall’entrata in vigore delle linee guida EBA è che la Banca deve:

  • da un lato, stressare il business plan presentato dall’azienda;
  • dall’altro, redigerlo al posto dell’impresa, se quest’ultima non lo produce in autonomia

 

Come avrai ben capito, il business plan NON può essere più un documento fatto di due foglietti excel che hai scaricato da internet nel quale inserisci l’aumento costante dei ricavi negli anni (..non ci crede più nessuno!)



Linee guida per la corretta redazione di un business plan

Oggi, più di ieri, è importantissimo capire come la tua azienda genererà flussi di cassa e come riuscirà a sopportare eventuali scenari futuri avversi. 

 

Il business plan ha precisi principi di redazione:

  1. CHIARO, cioè di facile lettura e comprensibile
  2. AFFIDABILE, cioè non deve raccontare stronzate
  3. ATTENDIBILE, cioè dai dati numerici elaborati non devono emergere situazioni poco credibili
  4. COMPLETO, deve rappresentare la strategia, l’analisi degli scenari, la modalità con la quale si gestiranno eventuali situazioni negative, ecc…
  5. Evidenziare che l’attività nel futuro immediato (3/5 anni) sarà in grado di produrre flussi di cassa positivi e margini per i vari stakeholder (soci, banca, finanziatori,…)

 

A questo punto ti chiedo:

  • sai come si prepara un business plan?
  • sai cosa scrivere e come?
  • sai quali dati inserire?
  • sai quali sono gli indici importanti da evidenziare, ad esempio alla banca?

 

Queste sono solo alcuni quesiti da risolvere

Se vuoi sapere come si prepara un Business plan, cosa scrivere, come scriverlo, quali dati e informazioni inserire, quali parametri aziendali rappresentare ed evitare che sia l’ennesimo libro dei soldi di carta hai una sola strada:

CONTATTARMI

 

Ti aiuterò passo passo a ‘confezionare’ al meglio il tuo business plan e a monitorarlo nel tempo evidenziando gli aspetti importanti, quali ad esempio:

  • rappresentare correttamente vision e mission
  • descrivere in modo adeguato il progetto aziendale
  • evidenziare i punti di forza e di debolezza del business aziendale 
  • rappresentare correttamente la parte quantitativa del business in ottica prospettica (3/5 anni)

Questi sono solo alcuni degli aspetti

 

Ricordati che il Business plan è un documento importante prima di tutto per te imprenditore e poi per i vari stakeholders.

Come ho evidenziato prima, il business plan deve essere il navigatore dell’azienda e deve essere in primis utile all’imprenditore per definire le linee strategiche attraverso un’attenta pianificazione economica e finanziaria. Oggi, in molti casi, la sua stesura viene ancora delegato al commercialista e viene fatta con l’unico obiettivo di farsi rinnovare i fidi bancari e/o ottenere credito. 

Te lo dico in modo brutto. Questo modo di fare è preistoria


Se non cambi rotta, metti a rischio la continuità aziendale 


Buona educazione finanziaria a tutti


Se ti è piaciuto questo articolo condividilo con altre persone utilizzando le icone sotto.

Ricorda, la conoscenza è più potente quando condivisa!

Autore: Alfonso Paura • 23 ottobre 2026
Oggi, venerdì 23 ottobre, ho avuto il piacere di essere ospite di Due di denari , la trasmissione di Radio 24 condotta da Debora Rosciani e Mauro Meazza, dedicata all'economia quotidiana, al risparmio e alle decisioni finanziarie che riguardano da vicino le famiglie. Un'occasione preziosa per riportare l'attenzione su un tema che accompagna da sempre la mia attività professionale: il mutuo non è soltanto un finanziamento, ma una scelta che può influenzare gli equilibri economici di una famiglia per molti anni.
Autore: Alfonso Paura • 28 settembre 2026
Il 56% dei risparmi degli under 35 è in depositi. Non è paura del rischio: è mancanza di educazione finanziaria. Cosa insegnare e da dove partire.
Autore: Alfonso Paura • 27 settembre 2026
Prezzi delle case a Bologna 2026 in crescita del 4,95%: cosa conta davvero per chi compra casa. Come calcolare la sostenibilità del mutuo con il F.R.A.S.-Familiy Real Affordability Score
Autore: Alfonso Paura • 17 settembre 2026
Il 10 settembre 2026 il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di alzare di 25 punti base i tre tassi di riferimento. Da martedì 16 settembre il tasso sui depositi sale al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65%, quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%. La motivazione ufficiale è chiara: il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sui prezzi, e la BCE prevede un'inflazione che resterà sopra l'obiettivo del 2% ancora per un po' (3,0% quest'anno, 2,5% nel 2027, 2,1% nel 2028). La crescita economica, va detto, regge meglio delle attese (0,9% nel 2026, fino all'1,5% nel 2028). E la Banca centrale ha ribadito che non si vincola a un percorso predefinito: ogni decisione futura dipenderà dai dati, riunione per riunione. Fin qui la notizia. Ora la parte che conta davvero per chi sta valutando un mutuo.