Conviene comprare casa ai figli o per i figli?

I🏡💰 Conviene comprare casa ai figli o per i figli? 💰🏡

 

Prendo spunto da un post pubblicato stamattina su facebook da Davide Marciano, un Professionista che stimo, nel quale chiedeva agli iscritti del suo gruppo cosa ne pensassero di un recente sondaggio svolto da Immobiliare.it nel quale si evidenzia che 3 italiani su 4 pensano che acquistare casa per i figli sia il miglior investimento.


Ho condiviso nel gruppo di Davide quello che è il mio pensiero in merito.

Lo ripropongo anche qui aggiungendo qualche riflessione in più.



Il mattone amore folle degli italiani...


In Italia, si sa, il “mattone” è l’amore folle per tanti. Circa il 75% degli italiani possiede almeno una casa di proprietà.

E molti di coloro che hanno acquistato casa negli anni passati lo ha fatto proprio con l’intento di “lasciare qualcosa ai figli”.

Non voglio giudicare la scelta di nessuno, né dire se questa volontà dei genitori sia giusta o sbagliata. 



Ma, considerato che i tempi sono molto cambiati, mi soffermo a fare qualche riflessione.


Esiste ancora la "famiglia del Mulino Bianco?"

Beh, direi proprio di no. 

Negli anni ‘80 le famiglie composte da un solo componente erano meno del 10%. Oggi le persone sole sono più del 30% del totale.

Si prevede che entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli. 


Calo delle nascite

Altro tema interessante è quello delle nascite.

Le culle sono sempre più vuote. Nel 2022 i nati sono scesi, per la prima volta dall’unità d’Italia, sotto la soglia delle 400mila unità, attestandosi a 393mila.

Questo ha come effetto che, oggi, una famiglia ha 1,24 figli. Dato molto lontano dalle famiglie di tanti anni fa dove si registravano almeno 4/5 componenti (genitori più 2/3 figli).


Aspettativa di vita

Se guardiamo all’aspettativa di vita ci rendiamo immediatamente conto che sta subendo una trasformazione profonda.

Senza andare troppo indietro negli anni, i dati demografici confermano che l’aspettativa di vita è passata da una media di 76 anni del 2001 ad una media di

circa 84 anni nel 2022. E la tendenza è in aumento.


Questo cosa significa?

Il calcolo è molto semplice. 

Una donna, oggi, diventa mamma all’età di 32 anni. Questo vuol dire che quando lei ha 84 anni il figlio ne avrà 52 e molto probabilmente avrà casa sua. 

Quindi viene da chiedersi: si “compra casa per lasciarla al figlio anziano??”. Ho qualche perplessità sul tema, ovviamente con le dovute eccezioni paragrafo



Eredità

Un tema che in tanti trascurano è quello legato all’eredità.

Un figlio oggi, se tutto va bene, inizia a lavorare tardi (in alcuni casi anche a 35 anni).

Molto probabilmente per questioni lavorative sarà costretto a spostarsi dalla sua terra di origine e nella maggior parte dei casi rimanerci definitivamente.

Allora la domanda è: “cosa ne farà della casa dei genitori?”

Se è figlio unico molto probabilmente la venderà o nel caso l’immobile sia in una zona di mare, la utilizzerà per trascorrervi le vacanze.

Ma se i figli eredi sono più di uno, potrebbe verificarsi ciò che un genitore non vorrebbe mai che succedesse. E cioè, i fratelli litigheranno per l’eredità. Ci sarà chi vuole vendere l’immobile, chi invece vuole tenerlo per le ferie. Chi vuole ristrutturarlo e chi no. 

E pensate anche che oggi solo il 13% degli italiani decide di regolare la propria successione con un testamento.

Posso garantirvi che sono casi reali che ascolto tutti i giorni


Casa = Previdenza integrativa

In tutto questo però c’è un'altra questione che non va trascurata.

Oggi l’acquisto della casa potrebbe rappresentare uno strumento di previdenza integrativa.

Acquistando casa si è “obbligati” ad un risparmio forzato (magari pagare un mutuo) per ritrovarsi un tetto sotto il quale vivere nel momento in cui si andrà in pensione.

 

Visti i futuri assegni pensionistici, infatti, molti rischiano di avere problemi a pagare l’affitto. 

Dobbiamo prendere atto che la situazione pensioni in Italia non è per niente rosea. L'importo medio delle pensioni è di € 1.500 e 1 pensionato su 3 percepisce meno di € 1.000.

Un giovane che inizia a lavorare a 25 anni “rischia” di andare in pensione non prima dei 71 anni e con un assegno pensionistico pari a circa il 65% dell’ultimo reddito. 

Questa, tra l’altro, è una delle motivazioni per cui pensare al nostro futuro da capelli grigi è esclusivamente nostra responsabilità se vogliamo evitare di vivere una vecchiaia con 500€ di pensione, svendere gli immobili e i gioielli di famiglia per campare. 

Quindi è importante pensare alla previdenza complementare.


Come avete capito, il tema non è per nulla di facile risoluzione. 

Le riflessioni e le valutazioni da fare sono molteplici. Dalla valutazione della tipologia di casa da acquistare, alla zona, al prezzo, all’importo di mutuo da richiedere e alla sua durata, alla quota di risparmi da investire in questa casa, ecc…


In tutto questo marasma i Professionisti dovrebbero porsi una sola domanda: “che tipo di consulenza devo erogare a questo nuovo modello di famiglia?”


Personalmente mi sono fatto questa domanda diversi anni fa, sia per la consulenza rivolta alle Famiglie sia per quella rivolta alle Imprese.

E i miei clienti ne sono consapevoli e molto felici.

Il mio obiettivo è affiancarli per far in modo che acquisiscano la giusta consapevolezza che consente di gestire al meglio anche queste situazioni/decisioni e li aiuti a pianificare correttamente gli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi personali, familiari e aziendali



Se ti è piaciuto questo articolo condividilo con altre persone utilizzando le icone sotto.

Ricorda, la conoscenza è più potente quando condivisa!


Buona educazione finanziaria a tutti

Autore: Alfonso Paura 9 dicembre 2025
Recentemente ho letto l'interessante articolo del Prof Enrico Maria Cervellati pubblicato su Wall Street Italia “Chi sa fa, chi non sa insegna”, ( https://emc3solution.it/news/chi-sa-fa-chi-non-sa-insegna/ ) in cui si affronta un dubbio fondamentale sull'educazione finanziaria : perché, nonostante se ne parli tanto, i comportamenti finanziari delle persone non cambiano? La risposta, all’apparenza semplice, merita qualche riflessione. Oggi il termine “educazione finanziaria” è abusato. Molti sono convinti di erogare #educazionefinanziaria ma in realtà propongono esclusivamente alfabetizzazione. Ci mancherebbe, non è un male, ma da sola non basta.
Autore: Alfonso Paura 6 dicembre 2025
Se domani perdessi il lavoro, per quanti mesi potresti sopravvivere senza stress?
Autore: Alfonso Paura 3 dicembre 2025
Il falso mito del risparmio per il "non si sa mai" Risparmiare è fondamentale, ma… con una strategia Alla domanda “ perché risparmi? ”, molti rispondono “ …non si sa mai! ” Ma cosa diavolo vuol dire “non si sa mai”. Me lo sono sempre chiesto ma non ho mai trovato una risposta convincente. 🤔 Se hai una spiegazione condividimela. Per carità ognuno di noi ha la propria motivazione, ci mancherebbe. Non sono qui a giudicare nessuno. Tuttavia, l'idea di "mettere da parte i soldi per il non si sa mai" personalmente faccio fatica a digerirla. Molto spesso si confonde il “non si sa mai” con il “non so bene cosa voglio e perché”. Tradotto: risparmiare senza un obiettivo chiaro, senza una strategia e, soprattutto lasciando i soldi fermi sul conto corrente  può limitare la crescita del tuo patrimonio e, in alcuni casi, farti perdere denaro.
Autore: Alfonso Paura 29 novembre 2025
Alcune volte parlare di soldi in famiglia è proprio un tabù. Non lo dico io, ma lo confessano i tanti clienti che incontro. E non solo… Nell’ultima esperienza del percorso di educazione finanziaria in un liceo di Bologna, ho rivolto ai tantissimi studenti questa domanda: “ ma in famiglia parlate di soldi, risparmio, pianificazione,…?" La risposta della maggior parte di loro è stata “NO”. Allora mi è venuto spontaneo pormi 2 domande: 1) “tenere lontani” i ragazzi dai discorsi di economia familiare è davvero utile per il loro futuro? 2) facendo così, non è che si corre il rischio di privarli di quella consapevolezza necessaria per crescere come adulti un po' meno “ignoranti finanziari”? La capacità di gestire le proprie finanze non è una dote innata. Si impara nel lungo percorso della nostra vita. Questo fa la grande differenza Parlare di soldi in famiglia è spesso visto come un argomento spinoso, da evitare o rimandare. Che si tratti di definire un budget, affrontare spese impreviste o pianificare obiettivi a lungo termine, molte famiglie preferiscono non affrontare il tema per paura di creare tensioni, per imbarazzo o semplicemente per una mancanza di abitudine.